lunedì 21 settembre 2015

Donne che desiderano dire ai mariti che non hanno voglia quando ne hanno loro.

L'autunno sta facendo il suo ingresso, ma l'estate non se ne va. Al Mac di Corso Buenos Aires c'e' il sole che attraversa i vetri e filtra come raggi di pistole di nettuniani e io scodello panini a piu' non posso ...e patatine. Sento il profumo dei sudori lievemente aciduli delle ragazzine che escono presto da scuola o che hanno un buco perche' il prof di religione con una scusa e' andato a farsi i fatti suoi. Io sono molto olfattiva e alcuni profumi mescolati con le lievi sudorazioni delle brevi camminate postscolastiche mi mandano fuori di testa. E pensare a Grazia non mi aiuta. L'istinto prevale sul resto. Magari quando saro' grande sara' diverso. Ma per ora e' cosi e non posso pretendere a 18 anni di fare la sposata. Fra un'ora smonto, e allora mi incontrero' con Grazia e faro' l'amore con lei. E mescolero' mentre lo facciamo un caleidoscopio di immagini e odori e afrori che ho raccolto nella giornata di oggi. Al netto dell'unto di patatine, si capisce.

Piu' tardi incontro Grazia. Ci baciamo per strada e un arabo resta a lungo a guardarci scandalizzato. Ipocrita che non e' altro, lo so bene che loro, gli arabi inzuppano il biscotto con i loro consessuali appena possono perche' e' loro preclusa, a lungo, persino la vista delle donne. Persino da noi, dove non sarebbero obbligati. Finche' non viene l'Isis a conquistarci. Risata. Ora pero' si pone il problema annoso su dove andare a fare l'amore. Possiamo andare a casa mia, mia madre l'altra Grazia e' al lavoro e non tornera' prima delle 17.


E' stato bello fare l'amore con Grazia poi pero' mi stufo dei suoi sensi di colpa. Deve uscire subito e tornare a casetta sua. Io invece so che deve andare a depurarsi dal sozzume del sesso con me per sentirsi una normale ragazza del muretto e del parchetto. E fumarsi le sue canne in santa pace flirtando con ragazzotti insignificanti.


Me ne staro' a casa a leggere un libro. Poi forse usciro' in bicicletta. E' un po' che mi va di andare in bicicletta. Da quando ho visto su internet delle foto di donne afghane con velo che andavano in bicicletta sfidando le proibizioni di famiglie e societa'. Ho visto quegli occhi dietro i veli. E ho sentito il calore dei loro desideri reali. Donne che desiderano altre donne. O soltanto semplicemente di dire no a mariti che hanno voglia quando non ne hanno loro.

lunedì 7 settembre 2015

Un agosto pieno di Grazie.

Settembre e' arrivato e tutti sono stati in vacanza. Io no. Eccolo , il vittimismo, e' arrivato puntuale come un Frecciarossa. In realta' mi sono goduta Milano. Le ultime due weeks di agosto era veramente vuota. Cioe', ci sono rimaste le persone giuste, quelle che sono in cammino, alla ricerca. Cosi agosto mi ha regalato Grazia. Un agosto pieno di Grazia. Gina e' andata in vacanza con i suoi. Le sue telefonate si sono rarefatte. Sento odor di sindrome di Povia. Gina era gay. Roba del genere. Cioe' io non le sono stata fedele, d'accordo, ma col cuore si. In fondo mi piaceva. Adesso pero' mi piace Grazia. Grazia e' nata a Milano ma i suoi sono pugliesi. E non hanno idea che abbia determinate tendenze. Che poi parliamoci chiaro, ha solo uno sviluppo dei gusti sessuali in piu' direzioni. Abbiamo diciotto anni e abbiamo il diritto di sperimentare. Non ci stiamo mica drogando! Ho cuccato Grazia all'Elephant. Magra, carnagione olivastra, capelli lunghi corvini, naso lievemente aquilino. Lei dice che e' bisex. Io ho preso questa sua dichiarazione con filosofia: saro' gelosa al 50% . Per  la parte che dice che le piacciono le ragazze. Il sesso con Grazia e' sensazionale. Ho goduto varie volte nello stesso giorno... a volte per ore. Lei sa toccare, sa guardare, sfiorare e...si, sa anche mangiare. 

Ho mandato un curriculum al MacDonald e mi hanno chiamata. Uffa, sempre il MacDonald, mi chiama. E' l'unico posto dove non mi va di lavorare.
 L'altra mattina sono andata a fare  il colloquio. Me l'ha fatto una bella donna, sui quaranta. Mi sa che e' una sorella. Mi guardava come un gelato nel deserto del Gobi. Informalmente mi ha detto che e' sposata. Ma l'ha detto con un'espressione come per dire, io e mio marito abbiamo seguito le convenzioni sociali, poi pero', ognuno per i fatti propri. Lei si chiama Ginevra. A quel punto ho detto:" la convenzione di Ginevra...l'abbiamo studiata a scuola". Lei ha sorriso. E' allora che l'ho convinta. Mi ha presa subito. Non escludo che mi chiami per uscire, una sera o l'altra. Adesso e' troppo presto, sarebbe poco professionale. 

Ed ecco che stamattina a piedi, per corso Buenos Aires, sto andando a lavorare. C'e' il sole, la citta' sta riprendendo i suoi ritmi, sono tutti rientrati dalle vacanze. Io no. Eccolo che ritorna il vittimismo,  sempre puntuale come un Frecciarossa. Che volete che vi dica, sono felice, adesso potro' dare una mano a mia madre, non stare piu' sulle spese. Sono gay, mica irresponsabile.
Mia madre si chiama Grazia anche lei. E' stato proprio un agosto pieno di Grazie. Dato che il curriculum l'ho mandato in quel mese e in quel mese ho conosciuto Grazia la pugliese, come la chiamo io.

Tanto lo sapevo che mi chiamava il MacDonald. Non mi piace mangiare li, ma si cucca un casino. Le sorelle lo capiscono come sono. Basta uno sguardo, un cenno d'intesa, gay radar, si chiama. Gli etero non ce l'hanno, si buttano a indovinare. Ma a volte ci prendono. Dalla loro hanno le convenzioni sociali. Poi a volte dopo un po' di tempo gli si attiva il gay radar. Non a tutti si attiva dalla nascita. A volte ti si attiva in seguito. Io ce l'ho sempre avuto. Per questo nella mia vita penso che avro' meno danni collaterali: tipo matrimoni e altro. 

Magari un figlio lo vorrei. Ma devo chiedere il permesso a un mucchio di soggetti: Chiesa, Stato, Famiglia, Societa'. No. Troppi sbattimenti.