Ho deciso di iscrivermi a filosofia. Mia madre e' contraria. Dice che non portera' a niente. Che io sono figlia di poveri e nera, gia'. Figuriamoci con una laurea in filosofia. Una terrorista, ha detto. Una madre non si sceglie, te le devi tenere. Ma sono stanca di parlarle senza farmi capire. E' pesante. E doloroso. Ma cosa posso fare. Io devo vivere la mia vita, nonostante mia madre. Nonostante mia madre che mi ritiene una malata. Sapete, a volte vedo delle coppie di sorelle che si tengono mano nella mano, anche femminili, non necessariamente mascoline e camionare. Le ammiro una cifra. Sono diventate forti, forgiate come metallo grezzo indistruttibile sull'incudine della vita. hanno sopportato pregiudizi della societa', degli amici, delle famiglie, litigato con madri e padri, fratelli, abbandonate dagli amici. Eppure hanno quella cosa che provano, che le tiene unite . E' piu' forte di tutto. Sapete, io filosoficamente sono contraria al matrimonio: una rappresentazione ufficiale della ipocrisia formale. Ma per chi volesse farlo, per le sorelle e i fratelli che lo desiderassero, beh, che dire, e' ben piu' che meritato, molto piu' che per degli eterosessuali. A proposito di eterosessuali, Marguerite Duras diceva che tutti gli uomini sono omosessuali, lo scoprono nel momento in cui avviene quello che lei chiama incidente. Se lo dice lei. Io non ho avuto nessun incidente. Io sono nata con questo bellissimo dono di cui ho smesso di vergognarmi e che anzi mi accompagna nella mia vita che se fosse da figlia di papa' col posto sicuro e il matrimonio d'interessi col bel biondino brianzolo sarebbe da incubo. Mi tengo le mie tensioni, i colpi d'accetta che affilano la mia anima e la rendono d'acciaio. Immortale.
E poi c'e' Grazia che fa la bisessuale. Mi sta bene e non giudico nessuno . Anch'io per certi versi lo sono. Sono stata con un ragazzo una volta. Ed ho perso la mia verginita' con lui. Sapete una cosa? Ora lui e' gay. Siamo ottimi amici. Si chiama Luca. Quello della canzone di Povia al contrario. Risata.
Chissa' se incontrero' mai Skin. Mi piacerebbe. Non vedo neanche quell'insulsa trasmissione a cui partecipa. Io voglio conoscerla di persona. Baciare la sua anima e ascoltare la brezza dei suoi afrori.
Meno male che ho questo diario. E' il mio rifugio. Mi aiuta a leccarmi le ferite senza il gusto vampiresco che vorrei ne derivasse.
Ecco, domani inizio a Filosofia. Seguo il corso di filosofia greca. Si parlera' dell'origine del mondo. Mi aspetto di incontrare un mucchio di ragazze , in facolta' alla statale, in via festa del Perdono. Il nome pero' non mi piace. Della via. Io non devo chiedere perdono a nessuno. Ma non ce l'ho con Dio. Io credo che esista. Ma io sto dalla mia parte e lui dalla sua ed e' meglio se le nostre strade per un po' non si incontrano.
Ecco, appunto, si parlera' dell'origine del mondo, secondo i greci, del kaos. Mi piace questa parola, in fondo e' la miglior forma dell'ordine possibile, non scontenta nessuno, perche' a nessuno puoi dare la colpa della casualita'.
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