giovedì 26 novembre 2015

Fior di lauree sono figlie del dispiacere.

La mia vita scorre apparentemente monotona, in realta' succedono un sacco di cose. Lavoro al Mac, ci vado in bici, anche se piove, non m'importa, faccio yoga e studio filosofia. La prof  Mongeri, l'altro giorno ha spiegato il mito di Afrodite, nata dallo sperma di Urano cui Crono aveva tagliato i genitali gettandoli in mare, di concerto con la madre Gea, stanca di questa voglia irrefrenabile di copulazioni. Dal contatto dello sperma di Urano e della schiuma dell'acqua marina e' nata Afrodite, Dea della bellezza e dell'eros, Dea della sensualita' e del sesso concepito come forma principale dell'amore. Mmmmh, mi piace. Ad un certo punto la Mongeri ha detto che Afrodite in molti paesi e' diventata simbolo di bisessualita' o di multisessualita', nel senso che molti l'hanno eletta a simbolo del sesso intersessuale e non solo monotonamente procreativo, ma , che ne so, diceva la Mongeri, sempre, piu' come forma d'arte. Mentre parlava, la Mongeri, mi sembrava che mi guardasse intensamente. Io mi sono ricordata della prima volta che l'ho vista fuori dalla facolta' che fumava voluttuosamente. 
Nel pomeriggio sono andata a yoga. Cioe' resto robusta, ben rotonda, non so, non riesco a scendere, deve essere che e' la mia natura e io la devo lasciar fare, lasciar fare alla natura, ma sono piu' soda e formosa e dura dappertutto. La qual cosa non sfugge a parecchi maschi per strada. Beh, ma io non posso fare niente per loro, si rivolgano a quelle come Grazia. A proposito a Grazia ho dato il benservito. Tanto non mi amava, stava con me solo perche' la facevo godere come mai nessun ragazzo. Poi pero' per l'ufficialita' pomiciava con i suoi amici. Tanto per sentirsi "normale".
Al termine di yoga mi sono intrattenuta con Nadia, l'insegnante. Mi ha fatto i complimenti per i miei progressi. Poi mi ha chiesto se volevo qualche lezione privata extra. Io ho avvertito un brivido. Ecco, ci siamo. Lei e' bellissima, ma mi sto illudendo. Non sara' di sicuro una sorellona. Io con sincerita' le ho detto che non la potevo pagare. Lei mi ha sorriso e portandomi via con un abbraccio verso il fondo della palestra mi fa all'orecchio, Betty, senti, non ti preoccupare, io aiuto sempre le persone che non possono permetterselo. Sono una insegnante di yoga non uno squalo di piazzaffari. Le ho sorriso e ho detto che se ne poteva parlare. Poi sono corsa via per l'eccitazione. Mi sembra troppo bella per me. 
Ho fatto la doccia e sono andata  a casa. Mia madre era seduta a tavola e mi aveva preparato qualcosa da mangiare. Era completamente sfatta dal lavoro. Un tempo era bellissima. Ma il lavoro che fa la abbrutisce e la imbruttisce. 
-Quand'e' che ti trovi un ragazzo? , mi fa.
-Mamma, come te  lo devo spiegare. Io sono lesbica!
-Sono capricci della giovane eta', conosco un posto dove raddrizzano quelle come te.
-Ah...e dove sarebbe?
-E' una chiesa, ho gia' parlato con il sacerdote, 'na brava persona.
-Ma, senti...a me piace essere come sono, perche' vuoi farmi fare una cosa contro la mia natura?
-Contro natura sei tu!
Mi sono alzata a mi sono chiusa in camera. Non avevo voglia di litigare e almeno cosi studio un po'. In fondo, fior di lauree sono figlie del dispiacere.

martedì 10 novembre 2015

Altro che furto del pene

La mia vita e' piena, non ho piu' un minuto libero per me, sono immersa nel turbine della citta'. Vado a lavorare al McDonald solo per quattro ore (e sono pure troppe). Vengo al lavoro e torno in bicicletta e percorro tutta via Padova in mezzo ad uno spettacolo di cinesi, neri, ispanici, indiani, cingalesi, come se attraversassi un suk....e , sapete una cosa? Mi piace vivere in mezzo al mondo in scala ridotta. Nel pomeriggio adesso vado a Yoga. L'insegnante e' una donna strafiga. Bionda, ha piu' di cinquant'anni, ma quanto me la farei! Ha un corpo da trentenne, e' sempre sorridente, serena, rilassata...e mi da' l'idea che non disdegnerebbe, sapete voi che cosa. Risata! La classe e' quasi tutta di donne e qualche ragazzo e io mi sento in paradiso. Per i mussulmani il paradiso e' una masnada di vergini  e io , volgendolo al femminile, in questo senso mi sento mussulmana. Anche se queste qui tanto vergini non e' che sembrino. Risata! Ne ho adocchiate un paio che ci starebbero, ma devo approfondire le conoscenze...e andarci con i piedi di piombo. Anche se non troppo, visto che noi donne ci facciamo meno menate sul sesso consessuale. 

Ps: ovviamente io sono la piu' grassa della classe , ma sono riuscita a fare posizioni e asana che alcune molto piu' magre non riuscivano a fare. Nadia, l'insegnante, ha detto che io sono molto piu' disposta delle altre a sciogliere i miei chakra. Mah, sara'...

Di sera a filosofia...La professoressa con quegli occhialini ovali e piccoli , minuta, magra, fumatrice (l'ho vista fuori prima della lezione che fumava come una ciminiera, ma con che classe!)...oggi ha parlato del complesso di Elettra: Elettra figlia di Agamennone e Clittennestra , appreso che sua madre fa uccidere il marito dall'amante, si vendica uccidendo sua madre. Una volta avevo letto che questo mito spiega le dinamiche psicologiche alla base dell'omosessualita' femminile. Nel senso che la figlia, gelosa dei rapporti sessuali fra padre e madre, soffre del complesso di castrazione al contrario e tende a conquistare le attenzioni paterne per impossessarsi idealmente del  pene e accoppiarsi con la madre. Mai sentite cazzate  maggiori. Io naturalmente ho fatto il mio intervento criticando l'uso di questo mito greco in psicanalisi. La professoressa Mongeri, mi ha risposto sorridendo che quella di Freud era solo un'interpretazione e non scientifica. E mi ha sorriso. Una consorella, cavolo! E una consorella intelligente. Al termine della lezione la Mongeri mi ha detto che mi ha trovato molto ricettiva e che se volevo potevo andarla a trovare per elaborare insieme un corso di studi piu' coerente per me. In che senso, ho chiesto. Nel senso che sei brillante, intelligente e che se vuoi mettiamo a punto insieme un corso di studi mirato poi eventualmente a prendere qualche borsa di studio, ha detto. Per che cosa, ho chiesto. Per poi un giorno restare all'Universita', dice. Va bene, magari lo faccio, ma io pero' non ho mai visto diventare docente universitaria una nera grassa e lesbica, le ho detto. Lei per tutta risposta mi ha sorriso. Vieni a trovarmi, mi fa, poi vediamo. Va bene...del resto e' proprio un bel tocco...ma mai come quello che ho io, altro che furto del pene. Risata!