sabato 21 gennaio 2017

Adozione

Oggi con Catinca siamo andate a cena da due miei amici gay. Sono una coppia gay over 40 e vivono abitualmente in Spagna , a Madrid. Hanno una casa a Milano dove vengono di quando in quando. Lui è spagnolo e lui è italiano. Risata. Lavorano per la Deutske Bank. Sempre a Madrid. Ma la cosa sensazionale è che, vivendo in Spagna, hanno potuto adottare un figlio. Si chiama Mychaylo ed ha nove anni. E' ucraino, credo, di origine. Li avevo conosciuti anni fa all'Elephant e siamo rimasti in contatto. Anni fa...avro' avuto i miei sedici anni. Ma ero già ben sviluppata. Se non altro in latitudine. Risata. 

E ora eccoci qui , seduti a tavola, da qualche parte in viale Monza e Marco e Marco...risata...si chiamano tutti e due Marco, si danno da fare a spadellare nella loro cucina enorme con due penisole. Una iberica e una italiana. Risata. Rido troppo a volte, lo so, anche ora mentre scrivo. Perchè mi fa strana la faccia di Catinca. Lei gioca con Mychaylo, stanno facendo una battaglia alla play station. Io me ne sto seduta , su una di quelle penisole, i gomiti ben piantati e osservo i due cuochi darsi da fare. Piatti speciali. Tipo penne, funghi, panna e zafferano.
-Non è che avete intenzioni bellicose, dico, voi due ragazzi. Mi dicono che lo zafferano mette strane voglie.
-Non ti preoccupare, cara, sei una ragazza squisita ma abbiamo altri gusti...che ci vuoi fare, è la natura, dice Marco , il Marco italiano.
-Es la naturaleza de las cosas, dice il Marco madrileno.
-Dite un po', come va con Mychaylo? Vi dà molto da fare?
-Da morire! La nostra vita persino sessuale è finita, da quando c'è lui.
-Ja.
-Quindi siete pentiti?
-Nè più nè meno di qualunque altra coppia, tesoro...e tu con Catilinca...Catilininca , o come diavolo si chiama, che intenzioni avete?
-Catinca...Siamo molto giovani, ancora. Non so proprio cosa ci riserverà la vita e quanti agguati passionali dovremo subire.
-Sentila come parla, "agguati passionali"! Da quando si è iscritta a filosofia usa pure un linguaggio forbito, dice Marco Italiano.
E'brizzolato, viso maschio, una specie di Bruce Willis mediterraneo. Palestrato. Noi gay diamo troppa importanza a queste stronzate dell'estetica. Il tocco, il bacio, le carezze, gli odori, sono cose che per me contano di più. Persino nel buio, come un animale notturno in un bosco, saprei riconoscere la mia Catinca.
-E a scuola? Voglio dire...è tutto ok? Non lo sfottono i compagnetti?
-No...no...i bambini sanno essere più crudeli degli adulti, ma anche enormemente più saggi e tolleranti. E poi lui ci chiama a tutti e due Papà.
-Claro che sì, dice Marco lo spagnolo. Viso quadrato, più basso e tozzo, capelli ancora tutti neri leggermente più lunghi. Palestrato anche lui.
Mychaylo è un biondino dallo sguardo furbo. Sa già quali smorfie fare per farsi accontentare , per farsi esaudire nelle sue richieste.
-Proprio mai nessun incidente?
-No cara, nessuno...basta sapersi comportare come si deve sia in privato che in pubblico.
-Claro che sì.
Claro che sì lo ha detto l'ispanico. E' di poche parole. Non so chi dei due sia attivo o passivo...mah...queste sono curiosità da etero curiosi. Nell'amore non ci sono ruoli: altrimenti sarebbe una partita di calcio. Ci puo' essere un'attitudine , ma alla fine della fiera è insignificante.

Ci sediamo a tavola, Marco l'ispanico stappa un vino spagnolo di cui non ricordo il nome. Servono nei piatti questa pasta con condimento strano. Mi devo essere distratta perchè ad un certo momento noto che dentro ci sono anche pezzi di salsiccia. Ci scoliamo quattro bottiglie di vino e loro intervistano Catinca.
-Siete simpatici, dice, ma io no bisogno adottare un bambino. Al campo tutti fanno mamma e papà a tutti i bambini. E nessuno si chiede di chi sono figli. Carte bollate non servono da noi.
Ridono tutti, persino Mychaylo, con il suo sguardo furbino, i capelli biondo grano e gli occhi azzurri come il mare che ha visto per la prima volta in Spagna. Con i suoi due papà.

Sto affrontando Filosofia teoretica 2. La parte sull'interpretazione di certi miti greci. Non me lo sarei mai immaginato. In molti miti e nelle storie che ci albergano dentro c'è sempre una componente bisessuale o addirittura omosessuale. Persino transessuale. E sono le basi della nostra civiltà, della civiltà occidentale. Di cui faccio parte anch'io. Nonostante la mia pelle nera. Devo dedurre che la religione creando dei tabù ha fatto tabula rasa di tutte queste antiche credenze , per nulla avversate ai tempi, a quanto pare?

Al Mac Donald ci sto andando sempre in bicicletta. Ho preso una mountain bike nuova. Con Carla la criptolesbica mia capa è tutto ok. Io faccio quello che devo fare, senza sbuffare o commentare, le cose filano lisce e una volta timbrato il badge di uscita resetto via tutto. Inizia la mia nuova vita delle ore liberate dal lavoro salariato.

Di quando in quando vado a yoga. Ormai riesco a fare posizioni che le smilze alle prime armi mi invidiano enormemente. Come enorme è la loro meraviglia nel vedere che mi piego come un filo d'erba, nonostante la mia stazza. Dai, in fondo credo di essere carina, sembro una di quelle coriste nere che fanno da contorno ai concerti di cantanti bianchi famosi. Fanno folklore. E magari hanno ugole migliori. Ma non voglio fare la vittima, ci sono stati neri (uno)che sono arrivati persino alla presidenza degli Stati Uniti. Spero solo di non dover aspettare altri cento anni. E chi ci vuol vivere altri cento anni. Il problema, come dice sempre un mio caro amico e che non è garantito che se ti fai i cazzi tuoi campi cent'anni. Risata.

giovedì 24 novembre 2016

La febbre delle gitane

Con Irina è finita. Una cosa classica, tipo, non ci si sente e non ci si vede più. Amen. Amen laico. Ma anche religioso. L'amore è religione. La mia religione. Con Catinca ci sono sviluppi. Facciamo l'amore regolarmente. Nella mia stanzetta a casa mia. Ho detto a ma' che è una mia compagna di corso all'Università. Non so se l'abbia bevuta o abbia fatto finta. Ma ormai non fa più molta differenza. Io devo vivere la mia vita e se devo viverla come una corsa ad ostacoli tanto vale barare e abbatterli tutti a calci. L'amore con Catinca è dolce e selvaggio. Ha un odore forte, temperatura corporea come se avesse la febbre, bollente sempre. Dice che è una cosa della sua gente. Delle donne della sua razza, dice. Io in facoltà sto affrontando Filosofia Teoretica e la Maugeri , citando Kusturica che pare abbia girato un film sui rom, accennava al fatto che la temperatura corporea di una gitana , normalmente, si aggira sui 38 gradi. Ecco, posso dire che è vero. Ma mi sono guardata bene dal dirlo alla Maugeri. Anche se è una donna matura un pizzico di rosicata potrebbe avercelo. E non voglio che mi pregiudichi gli studi.

Oggi nel diario affronto un capitolo spinoso: non considero assolutamente ogni omosessuale mio amico o fratello. Certo la solidarietà rispetto a cio' che ognuno di noi  è costretto a passare è di default, come si direbbe nel mio gergo da cassiera macdonaldiana. Ma , e altrimenti sarebbe razzismo al contrario, gli omosessuali stronzi restano stronzi e non saranno le loro opzioni sessuali a farmeli risultare simpatici. Credo ci siano sorellanze più irrinunciabili che questa: essere donne, poveri, neri, ammalati, grassi, non belli nella società e nella città della moda, dover emigrare per sopravvivere, persino essere un bianco povero in un quartiere di neri ricchi (anche se quest'ultima cosa non s'è mai vista, ma è per quando e se dovesse accadere). 

Un'altra cosa che detesto è il vittimismo, ossia l'utilizzo della propria condizione di discriminati a scopo preventivo per ottenere qualcosa ( o peggio muovere a pietà, non sia mai) o per giustificare il non essere riusciti ad ottenere qualcosa in qualsiasi campo o ambito. Non lo sopporto. Tutti noi soffriamo, dobbiamo sgomitare e farci largo per raggiungere uno straccio di felicità barra serenità. Ma non sarà con lo sconto discriminazione che potremo ottenere quello che abbiamo. Nemmeno se lo dovessimo ottenere in questo modo. Non sarebbe onesto nei riguardi di noi stessi e degli altri. E alimenterebbe a dismisura l'omofobia. Opinione personale.

Ieri dopo un pò di tempo, sono tornata a yoga. C'è una moretta che mi guarda e mi sorride in continuazione. Che sia una sorella? Ultimamente il mio gay radar sembra un po' in tilt, quindi non ne sono sicura. Ma la questione con Catinca sembra funzionare, perchè rovinare tutto? Eh, le diavolesse sono sempre in agguato e a volte percepiscono a livello subliminale che c'è qualcuna che è felice, che sta bene, che è serena. Ma il sapore dei baci di Catinca mi tiene lontana dalle compagnie cronologicamente inopportune.


giovedì 25 agosto 2016

Catinca

E' successo al Mac. Servivo dei panini. Ed e' arrivata lei. Una ragazza, che si capiva dell'est europa. Capelli castani, somatico orientale. Bellissima. Le ho dato patatine e salse gratis. Lei mi ha sorriso. Si e' messa a mangiare li di fronte. Era sexy da morire e mangiava con calma , come se il suo panino dovesse durare in eterno. Amore, ho pensato. E Irina. Irina si sta negando da un po' al telefono. Dice che ha poco tempo, che deve lavorare. So io che lavoro! Ma non mi va di giudicare. Ciascuno sbarca il lunario come crede. Poi e' uscita , lei, amore, ed io ho perso ogni speranza e stavo uscendo, sempre senza speranza. E lei era li ad aspettarmi. Ciao, dice, ciao, dico. Camminiamo insieme senza parlare per cento metri, io con la bici a fianco governata a mano. Dove andiamo, le dico. Non lo so, io abito in un campo, sono rom, paura? Non ho paura di niente e di nessuno tranne che di me stessa e di Dio. Anche io ho timore di Dio, ma anche uomini non scherzano, possono uccidere per queste cose. Che cosa, dico io sorridendo. Hai capito, fa lei.
Ci sono dei giardini piu' avanti. Ci fermiamo ad un bar e prendo due gelati. Ci sediamo e lecchiamo in santa pace i nostri gelati. Sei bella, dico. Lo dicono tutti, ma il tuo modo di dire e' speciale, mi piace come tu dici.


La vedo due giorni dopo. Non abbiamo un posto dove andare, dove uccidere un po' della nostra passione e tornare con i piedi per terra. Credo che si tratti di questo, in definitiva. Poi prendiamo l'autobus. Quello che porta a Crescenzago. Pieno di gente d tutti i colori, pieno di vita, l'autobus Babilonia. Non abbiamo prospettive, sempre in cerca di qualcosa, dello specchio di noi su altri di noi, ma siamo diverse. Forse e' uno specchio deformante, ma estremamente affascinante, forse abbiamo anime simili, chi lo sa, chi puo' dirlo. Non voglio certo perdere tempo a farmi giudicare da chi e' abituato a farlo, da chi guarda sempre nelle mutande degli altri perche' , immagino, nelle proprie non c'e' molto. Io e Catinca ci siamo baciate sotto l'ombra di alcuni alberi di via Padova , a notte inoltrata, intorno c'erano solo trans brasiliane e qualche spaccia arabo. Ma nessuno ci ha fatto caso, e' un mondo a parte, dove ognuno si fa i cavoli propri e nessuno giudica su questioni di sesso. Magari giudicano su soldi, firme e marche di vestiti. Ma sul sesso no. Il sapore era aspro, forte, ma buono, un sapore di sigarette fumate di nascosto, come qualsiasi ventenne italiana figlia di buona famiglia, anche se lei e' una , dico la parola? Zingara.


Devo chiarire con Irina, ma lei mi si nega persino al telefono. Credo sia finita. Lei mi snobba come qualsiasi ragazzo della nostra eta' che non ha il coraggio di affrontare le cose finite mettendoci un punto finale.

Ho ripreso yoga...ma lo faccio da un'altra parte. Ho chiesto a Catinca di venire con me a yoga. Non sarebbe opportuno, dice lei, i miei fratelli non capirebbero, penserebbero a qualcosa di strano sotto. Io ho le mie sigarette, ha detto. Io mangio poco, digerisco bene e sorrido molto. Questo e' mio yoga, ha detto. Amore, non e' deliziosa?

Stanno per riprendere i corsi di filosofia ed io sono in corso con gli esami. Con il massimo dei voti. E borsa di studio. Credo ci sia lo zampino della Maugeri. A proposito, lei e' andata in vacanza non so bene dove. Spero che torni presto, lei e' la mia seconda mamma, la mamma a cui posso raccontare tutto senza essere giudicata.

Ed eccomi qui ora a scrivere questo diario...ho letto su un sito ungherese non censurato una frase detta da un oppositore di quel governo opprimente diretto da Orban:" per cambiare questo paese ci vorrebbe uno shock, un presidente donna, lesbica e zingara". Ecco io ho avuto il mio shock. Nera, grassa, gay che sta con una zingara. Candidatemi a presidente di questo paese. Ci vado io a parlare con Papa Francesco!

sabato 16 luglio 2016

Sodangidni

Sono un po' indietro con gli esami. Il lavoro al Mac Donald un po' mi sta ritardando. Poi sono negra, grassa e gay. La feccia della societa'. Non e' cosi che pensa la maggior parte della gente? Persino negli Stati Uniti i poliziotti bianchi giocano a tiro a segno con i neri. Come al Lunapark degli zingari. Quando vedono nero si dimenticano persino degli zingari. Gli Usa hanno un presidente nero e non ci sono mai stati tanti morti neri come durante il suo mandato. Qualcosa non quadra. Altro che democrazia piu' grande del mondo. Ipocrisia piu' grande del mondo. Io non voglio vincere la mia battaglia sul mondo. Io voglio studiare, lavorare, magari un giorno vorro' sposarmi-se trovo la tipa giusta-, adottare dei bambini che nessuno ha voluto e insegnare loro la civilta' dell'amore con la "A" maiuscola. E ce la faro'...con ogni mezzo necessario, come avrebbe detto Malcom X...che Carla , la mia capa del MacDonald chiama Malcom Per...dopo che ha visto un film sulla sua vita. 

Lo yoga mi manca. Ma devo cambiare aria. Magari continuo a farlo da sola, per i fatti miei. Ho imparato abbastanza in quasi un anno, per praticare da sola. E poi lo yoga e' una ricerca personale. Magari studiandolo su me stessa posso creare una sequenza per mantenere in forma a livello psicofisico, persone della mia stazza. Non per vendermela, per regalarla al mondo. Anche se il mondo non sa apprezzare cio' che ti regalano. Come se il fatto che sia gratis ne sminuisca il valore.

Irina. Sta resistendo. Sta resistendo la nostra storia, il nostro amore. Forse perche' alchemicamente siamo poli opposti. Lei bianca, magra, occhi azzurri, bionda, io nera , grassa,occhi neri, capelli neri crespi. Ma a volte certi ph si combinano bene. E poi non viviamo insieme. Viviamo insieme quegli spicchi di tempo in cui , giocoforza, devi condensare tutto il ben vivere possibile in termini di sesso, baci, carezze, discorsi sui massimi sistemi. Non lo so quanto durera', ma cosi funziona. Sta funzionando. Ho sentito dire in tv alla Domenica Sportiva che "squadra che vince non si cambia". Ecco io e Irina siamo una squadra vincente.

Studiero' tutta l'estate. Non ho abbastanza soldi per andare in vacanza da nessuna parte. E poi Milano e' bella d'estate. Si svuota di milanesi  " sodangidni", come li chiamo io. Indignados letto al contrario. Che si indignano di tutto, riguardo alle vite degli altri, giudicando se uno e' nero, straniero, gay, grasso, magro, zoppo, occhialuto, veste male, guarda strano, parla da solo perche' ripassa la lezione di filosofia prima dell'esame, ha il cappello da panettiere mentre torna a casa dopo il lavoro, cose cosi...ma tacciono persino a se stessi, che hanno le corna, sono gay repressi che dormono tutta la vita con una donna sognando uomini o con un uomo sognando donne, dicono alle mogli che vanno a vedere la partita e vanno invece a trans, o a puttane, dicono che vanno dalla parrucchiera e invece vanno dall'amante senegalese che adorano fra quattro mura almeno quanto disprezzano in pubblico, dicono che vanno a fare i compiti dall'amico per farsi di cocaina....i nuovi piccoli borghesi annoiati, insomma, come avrebbe detto Paolini. Mammamia quanto adoro quest'uomo. E che sciagura che non ci sia piu'. Lui era un gay globale, analizzava la societa' dal punto di vista della felicita' di ciascuno di noi, persino degli eterosessuali. Perche' aveva capito che la felicita' di ognuno di noi fa la somma della felicita' dell'intero paese. Colpa della Maugeri. Mi ha fatto leggere tutto, di lui. Per fortuna me l'ha messo come compito monografico insieme ad Antropologia Culturale Generale.


Gli intergralisti islamici tengono la nostra cosiddetta civilta' in scacco. Il nostro stile di vita e' in pericolo, si dice. L'Isis lapida i gay e violenta le donne. Negli Stati Uniti un gay che veniva preso in giro dalla sua donna perche' era "frocio" ha ammazzato cinquanta persone omosessuali in un locale gay e basta aggirarsi per le strade di notte ed avere la pelle nera perche' dei poliziotti mirino con le pistole ai tuoi calzini bianchi per divertirti e passarla liscia. Bello stile di vita, il nostro. Per seguire le lezioni all'Universita' mi alzo la mattina alla 5. Per sedermi in prima fila e registrare tutto con il mio smartphone. Per sentirmi dire da qualcuna, italiana, neanche tanto bianca di carnagione e , quasi in dialetto, neanche quindi tanto italiana, volendo, che questi stranieri anno rotto a occupare i posti davanti tutte le volte. A me che sono italiana. Che parlo in italiano. Che sono nata in questo paese e lavoro per vivere e pagarmi gli studi. Ma non sprechero' il mio prezioso tempo a imprecare. Studiero' e finiro' l'Universita'. Il futuro e' meravigliso. Perche' nulla di quello che doveva compiersi, si e' ancora compiuto.

domenica 5 giugno 2016

Galleggiare non fa per me

E' morto Mohamed Ali. Beh era un nero proprio come lo sono io ed era nato in un'America che discriminava i neri. Ha combattuto sul ring e per i diritti civili, contro il razzismo. Non ho mai sentito che abbia detto qualcosa contro i gay o qualsiasi diverso. Era uno di noi, uno che ha lottato per affermare se stesso e non quello che volevano che fosse. In fondo e' quello che noi tutti facciamo. E quel che facciamo all'ombra delle lenzuola dei nostri letti non ci rendera' diversi, perche' il risultato finale fa comunque godere tutti in egual modo.

Continuo a vedermi con Irina. Con Aiko, la ragazza nippo conosciuta a concerto di Skin, solo messaggi. Siamo due ragazze impegnate. Risata. 


Yoga ormai l'ho mollato, Renata, la maestra, si era fatta insistente...insistente part/time, quando la sua compagna era fuori , all'estero. E io mi ero stufata. Il sesso non deve essere un'ossessione e si, si puo' anche fare al di fuori del rapporto amoroso principale, perche' no, ma deve essere accompagnato da un rapporto di stima, di comlplicita', da rendersi degni l'una dell'altra. 


Ma l'universita', quella non la mollo. Con la Maugeri ho finito le lezioni, ma ogni tanto ci vediamo. E non sempre finisce a letto. Bene cosi. Lei e' intelligente, percettiva, ha capito come sono. Credo che mi consideri la sua figlioccia. Ha detto che cerchera' di aiutarmi a restare in Universita'. Vedremo, io sono diffidente di natura, ho incrociato i guantoni sin da piccola, il mio ring e' stata la mia vita, un padre che non mi ha voluta ,cercata, una madre che non mi capisce, un mondo che ha appena imparato a tollerarmi. Solo perche' mi piacciono le ragazze. Solo perche' sono nera . Solo perche' sono donna. Solo perche' sono grassa (curvy, dico io). Non importa se ho il massimo dei voti , all'Universita', non importa se lavoro per mantenermi le spese universitarie, se vado in bicicletta per mantenermi soda (e caustica), se sono una persona corretta e trasparente e le mie fidanzate sanno che a volte mi scappa il pedale dall'acceleratore e finisco a letto con qualcun'altra. Ma sanno anche che e' pura ginnastica fra amiche. Niente di piu'. Questo e' un mondo dove vanno avanti quelli che sanno prostituirsi meglio, mentire a se stessi e agli altri, gli attori, i cabarettisti, ma quelli per finta, finalizzati ad ottenere un buon posto al sole...per poi pulirsi il sedere con la lingua all'ombra di un guinzaglio. 


Non importa, ce la faro', ci sia un Dio o meno, non importa, Dio per me sara' riuscire a nuotare in questo mare chiamato vita, senza galleggiare. Galleggiare non fa per me.

venerdì 6 maggio 2016

La variante Aiko.

Sono andata al concerto di Skin, al Filaforum di Assago. Pieno di sorelle e fratelli. Ma quanti eravamo. Alla fine Irina non e' venuta. Doveva fare un lavoro, ha detto con fare misterioso. Mah. Lasciamo perdere. Di certo io Skin non me la sarei persa per niente al mondo. Conosco tutti i suoi pezzi a memoria.  Quando ha cantato Faithfullness ho pianto. Mi sono ritrovata abbracciata ad una ragazza giapponese. Mi strusciava il naso contro. Mi odorava e sembrava inebriarsi. Proprio mi sniffava. Come un cane da tartufo. Ero la sua cocaina senza le controindicazioni della cocaina. Ci siamo baciate. Lo sapevo, lo sapevo. Ma non si tratta di infedelta'. Ero sola, ho diciotto anni, mi sentivo sola, ero vicino a lei, ci siamo sorrise a vicenda. Ed ecco che e' scattato qualcosa. Ma non credo sia tradire. Ci siamo solo baciate. e scambiate il numero di smartphone. D'accordo poi le ho rovistato un po' la bocca con la lingua. D'accordo poi lei lo ha fatto a me. E Irina? Irina non c'era. Gli assenti hanno sempre torto, si diceva una volta. Ma magari poi Aiko, cosi ha detto di chiamarsi, se ci rivediamo...ehm, qualora ci rivedessimo...potrebbe diventare mia amica. Magari potrei scoprire che con lei mi trovo meglio che con Irina. Cristo, ma perche' devo sentirmi in colpa a 18 anni?
Ci siamo baciate fino a sentire male alle mascelle. Avevo le labbra tumefatte e la lingua rovente. Ho bevuto una coca cola e dalla lattina e' uscito il fumo. E poi c'era lei, Skin. Mi sembrava che mi avesse riconosciuta, dal palco. Non potrei giurarci. Ma nemmeno potrei giurare il contrario. Dopotutto e' una persona anche lei. E nel mondo degli amori strani tutto alla fine diventa normale, a parte gli amori che strani fanno sembrarli gli altri. Quelli che credono di essere normali se c'hanno moglie , amante, giocano a videopoker, sniffano coca e vanno a trans ...e chiamano tutto questo trasgressione. Io se voglio fare una cosa che mi piace la chiamo normalita'.


Ho detto a Irina di Aiko. Non l'ha presa bene. Sulle prime ha detto che non le importava. Poi e' diventata fredda. Ha cominciato a sfottermi. Che ero abbronzata...quel genere di battute idiote a sfondo vagamente razzista. Sono uscita da casa sua in lacrime. Piu' tardi mi ha chiamato e si e' scusata. Ha detto che era gelosa. Una russa gelosa? Ho detto. Lei ha detto, si, il fatto che veniamo dal freddo non vuol dire che non abbiamo sangue caldo nelle vene. Le nostre nonne eviravano i soldati tedeschi di notte, mentre dormivano tranquilli dopo aver fatto sesso. Mi si e' accapponata la pelle. Che ardore. Ho provato calore alla vagina e una voglia improvvisa di averla fra le braccia. Ma per quella sera la magia e l'incanto, erano rotti.


Ho scritto un messaggio ad Aiko su whatsapp. Le ho scritto che ero stata bene con lei. Lei mi ha risposto subito. Vuole incontrarmi. Io sono fidanzata, ho detto. Anche io, ha detto lei. Con un ragazzo ha aggiunto. Gulp! Ho scritto. Lei mi ha risposto con l'emoticon di una faccina sorridente. Si puo' fare, ho scritto infine. Lei mi ha mandato l'emoticon di un cuore pulsante. Non dovevo far altro che schiacciarlo ed avrei avuto il mio rischiatutto.

venerdì 8 aprile 2016

Vado al concerto di Skin!

Con Irina c'e' stato un primo screzio! A casa sua eravamo nella sua stanza (lei abita con altri russi) , ed e' entrato un ragazzo che ci ha visto in atteggiamento intimo. Ha blaterato qualcosa in russo di cui ho capito solo una parola :Putin. Ma il senso mi era chiaro. Sicuramente deve aver detto , se ci fosse Putin vi farebbe filare lui dritto. Irina ha detto di non farci caso, che lui e gli altri russi in casa sono gelosi perche' la corteggiano tutti. Ti corteggiano tutti? Ho detto. Non me l'avevi detto. Non me l'aveva detto. Ma lei si e' affrettata a dire , senza speranza. E se lei facesse il doppio gioco? Dopotutto potrebbe farlo. Ma dovrei essere gelosa se lo facesse con un altra, di piu', io credo. No? Di colpo mi assalgono mille dubbi. Forse se uscisse con un ragazzo non me ne importerebbe un fico secco. O forse si. Sono sempre altre mani che la toccano. Non mi piace.
Me ne sono andata al lavoro incazzata . Nera gia' lo sono. Risata.


Al lavoro ho avuto da discutere con Renata, la brasiliana nuova. E, confermo, e' evangelista. E' entrata una coppia gay, due ragazzi che si tenevano mano nella mano. Lei ha cominciato a guardarli male. Rideva di loro. Poi ha cominciato a guardarli con schifo, come per metterli a disagio. Senza riuscirci. I due tipi hanno cominciato a coccolarsi e a baciarsi. Intorno nessuno diceva o face nulla. Siamo in una grande citta', in un MacDonald, luogo di incontro di gente di tutto il mondo e di ogni cultura. Nemmeno due arabe che erano in coda hanno avuta nulla da eccepire. Sono rimaste pazienti in coda. Non si sono fatte esplodere, cazzo!
Io dopo che se ne sono andati i due ragazzi, con le consumazioni, non ci ho visto piu'. Ma come ti permetti di giudicare. Dovrei dire , chi non ha mai peccato scagli la prima pietra. Ma non lo dico, perche' qui chi ha peccato sei solo tu. Non c'e' una sola verita'. Le verita' sono molteplici. Lo ha detto anche la Maugeri , parlando di Kant. Renata mi ha guardata e mi ha detto, perche' sei anche tu come loro? Ci puoi giurare! Le ho detto. Io sono come loro perche' non giudico!Ma non era una pezza a colori per non fare outing al lavoro. Era per dire che questo paese e' gia' abbastanza intriso di stereotipi per dovercene sobbarcare altri da altrove. Deve venire Santa Maria Gorettinha da Brasilia a dirci come si deve vivere? Oh, bella, guarda che ho visto il tuo fidanzato, l'altro giorno, le faccio. Non mi sembra il tipo da aspettare il matrimonio. 
Non e' vero, ha detto lei, lui sta aspettando. Infatti, ho replicato. Nel frattempo si allena con le altre. Lei mi ha guardato con odio. Sapete una cosa?Non e' giusto che per colpa di certe persone uno si allontani dalla fede e dalla religione. Alla fine nel Vangelo non c'e' scritto nulla contro gli omosessuali. Anzi, la maggior parte di quelli che si comportano male, c'e' da dire, sono eterosessuali. Chiusa la discussione.


Skin mi ha mandato un biglietto per un suo concerto via email. L'ho detto a mia madre. Chi?Ha chiesto lei. Skin, ho detto io, quella cantante bellissima pelata. E con chi ci vai, mi ha chiesto Donna Grazia, mia madre.
Forse con Irina...se vorra' venire. Lei sulle prime non ha detto niente. Almeno te la trovassi italiana, ha aggiunto inaspettatamente. Avrei voluto abbracciarla, perche' mi e' sembrata un'affermazione che implicava un'accettazione implicita del mio status sessuale. Ma non ce l'ho fatta. Non siamo ancora pronte.