Uffa, anche stasera aggiorno il mio diario. Non ne ho molta voglia, sono stanca. Lavorare di sabato al Mac Donald e' uno strazio. Non si riesce ad osservare la gente, dopo un po' odi tutti. Vogliono tutto subito, senza aspettare. Ho mangiato il mio panino Mac in santa pace. Io mangio il filet-o-fish. Mi piace molto il pesce, ha un gusto delicato. In generale. Certo il filet-o-fish e' pesce surgelato, ma non e' male. Lo preferisco alla carne. Ha un retrogusto un po' di ...vagina! Risata.
In settimana sono venuta al lavoro in bici, fatto yoga e sono andata a lezione di filosofia. Ho glissato sulla corte della prof Mongeri e di Nadia, l'insegnante di yoga. Voglio qualcosa di mio, di piu' solido, di prospettiva. Voglio pensare a qualcuna come me, ritrovarmi a chiacchierare con lei, senza che il sesso sia ossessivamente il motore delle nostre questioni. Le tardone sembra non pensino ad altro.
C'e' Amina, adesso. Ci siamo conosciute a Corso Buenos Aires. Lei e' araba, nata in Italia. E' terrorizzata dall'ammettere che le piacciono le donne. Ma piu' e' terrorizzata e piu' ne e' attratta. Secondo me.
Ci siamo gia' baciate una volta, la parchetto di via Padova, dove di solito ci sono le trans brasiliane.
Lei e' mora, magra, ed e' scolpita. L'ho toccata dappertutto, sotto i vestiti. Mi sono sentita come un arabo medio le prime volte, credo. Tutto di nascosto, di fretta, sotterfugico. Si potra' dire? Lei porta l'hijab . Che e' quel velo che copre solo la testa lasciando il viso scoperto. Le piace portare questo fazzoletto in testa di vari colori. Non so quanto durera'. Ma io non voglio credere che e' perche' siamo gay e lei e' araba. Ma perche' siamo giovani. Ecco. Devo pensare cosi. Cosi sarebbe la norma, il giusto timore della cessazione. Lei mi ha detto che non credeva di sentirsi cosi a suo agio con un'altra ragazza. Non diceva del sesso. Ma secondo me anche del sesso. L'ho toccata e accarezzata li a lungo. Ed ho fatto una scoperta sconcertante. Non era illibata. Quando le ho chiesto spiegazioni lei ha negato. Ha detto che non era mai stata con nessuno. Non oso pensare allo step successivo. Dovrei dubitare di qualcuno della sua famiglia. Non ci voglio pensare. Io sono nera, grassa e gay. E sono italiana. Lei e' araba, magra e gay. Ciascuna di noi deve bruciare i propri libri sacri scritti e , soprattutto, non scritti. Riscrivere la storia dal punto di vista dell'amore. Anche se non e' eterno. E' eterno quel momento. Sono eterni quei momenti. Nessuno ce li potra' rubare. Esistono Dei superiori, del desiderio, dell'affetto profondo, dell'affinita' spirituale, a prescindere dal sesso. E noi dobbiamo devozione solo a loro. Tutti gli altri Dei garantiscono solo rapporti di Potere.
Diario di una diciottenne italiana di colore in carne e gay, che vive da qualche parte a Milano.
sabato 5 dicembre 2015
giovedì 26 novembre 2015
Fior di lauree sono figlie del dispiacere.
La mia vita scorre apparentemente monotona, in realta' succedono un sacco di cose. Lavoro al Mac, ci vado in bici, anche se piove, non m'importa, faccio yoga e studio filosofia. La prof Mongeri, l'altro giorno ha spiegato il mito di Afrodite, nata dallo sperma di Urano cui Crono aveva tagliato i genitali gettandoli in mare, di concerto con la madre Gea, stanca di questa voglia irrefrenabile di copulazioni. Dal contatto dello sperma di Urano e della schiuma dell'acqua marina e' nata Afrodite, Dea della bellezza e dell'eros, Dea della sensualita' e del sesso concepito come forma principale dell'amore. Mmmmh, mi piace. Ad un certo punto la Mongeri ha detto che Afrodite in molti paesi e' diventata simbolo di bisessualita' o di multisessualita', nel senso che molti l'hanno eletta a simbolo del sesso intersessuale e non solo monotonamente procreativo, ma , che ne so, diceva la Mongeri, sempre, piu' come forma d'arte. Mentre parlava, la Mongeri, mi sembrava che mi guardasse intensamente. Io mi sono ricordata della prima volta che l'ho vista fuori dalla facolta' che fumava voluttuosamente.
Nel pomeriggio sono andata a yoga. Cioe' resto robusta, ben rotonda, non so, non riesco a scendere, deve essere che e' la mia natura e io la devo lasciar fare, lasciar fare alla natura, ma sono piu' soda e formosa e dura dappertutto. La qual cosa non sfugge a parecchi maschi per strada. Beh, ma io non posso fare niente per loro, si rivolgano a quelle come Grazia. A proposito a Grazia ho dato il benservito. Tanto non mi amava, stava con me solo perche' la facevo godere come mai nessun ragazzo. Poi pero' per l'ufficialita' pomiciava con i suoi amici. Tanto per sentirsi "normale".
Al termine di yoga mi sono intrattenuta con Nadia, l'insegnante. Mi ha fatto i complimenti per i miei progressi. Poi mi ha chiesto se volevo qualche lezione privata extra. Io ho avvertito un brivido. Ecco, ci siamo. Lei e' bellissima, ma mi sto illudendo. Non sara' di sicuro una sorellona. Io con sincerita' le ho detto che non la potevo pagare. Lei mi ha sorriso e portandomi via con un abbraccio verso il fondo della palestra mi fa all'orecchio, Betty, senti, non ti preoccupare, io aiuto sempre le persone che non possono permetterselo. Sono una insegnante di yoga non uno squalo di piazzaffari. Le ho sorriso e ho detto che se ne poteva parlare. Poi sono corsa via per l'eccitazione. Mi sembra troppo bella per me.
Ho fatto la doccia e sono andata a casa. Mia madre era seduta a tavola e mi aveva preparato qualcosa da mangiare. Era completamente sfatta dal lavoro. Un tempo era bellissima. Ma il lavoro che fa la abbrutisce e la imbruttisce.
-Quand'e' che ti trovi un ragazzo? , mi fa.
-Mamma, come te lo devo spiegare. Io sono lesbica!
-Sono capricci della giovane eta', conosco un posto dove raddrizzano quelle come te.
-Ah...e dove sarebbe?
-E' una chiesa, ho gia' parlato con il sacerdote, 'na brava persona.
-Ma, senti...a me piace essere come sono, perche' vuoi farmi fare una cosa contro la mia natura?
-Contro natura sei tu!
Mi sono alzata a mi sono chiusa in camera. Non avevo voglia di litigare e almeno cosi studio un po'. In fondo, fior di lauree sono figlie del dispiacere.
Nel pomeriggio sono andata a yoga. Cioe' resto robusta, ben rotonda, non so, non riesco a scendere, deve essere che e' la mia natura e io la devo lasciar fare, lasciar fare alla natura, ma sono piu' soda e formosa e dura dappertutto. La qual cosa non sfugge a parecchi maschi per strada. Beh, ma io non posso fare niente per loro, si rivolgano a quelle come Grazia. A proposito a Grazia ho dato il benservito. Tanto non mi amava, stava con me solo perche' la facevo godere come mai nessun ragazzo. Poi pero' per l'ufficialita' pomiciava con i suoi amici. Tanto per sentirsi "normale".
Al termine di yoga mi sono intrattenuta con Nadia, l'insegnante. Mi ha fatto i complimenti per i miei progressi. Poi mi ha chiesto se volevo qualche lezione privata extra. Io ho avvertito un brivido. Ecco, ci siamo. Lei e' bellissima, ma mi sto illudendo. Non sara' di sicuro una sorellona. Io con sincerita' le ho detto che non la potevo pagare. Lei mi ha sorriso e portandomi via con un abbraccio verso il fondo della palestra mi fa all'orecchio, Betty, senti, non ti preoccupare, io aiuto sempre le persone che non possono permetterselo. Sono una insegnante di yoga non uno squalo di piazzaffari. Le ho sorriso e ho detto che se ne poteva parlare. Poi sono corsa via per l'eccitazione. Mi sembra troppo bella per me.
Ho fatto la doccia e sono andata a casa. Mia madre era seduta a tavola e mi aveva preparato qualcosa da mangiare. Era completamente sfatta dal lavoro. Un tempo era bellissima. Ma il lavoro che fa la abbrutisce e la imbruttisce.
-Quand'e' che ti trovi un ragazzo? , mi fa.
-Mamma, come te lo devo spiegare. Io sono lesbica!
-Sono capricci della giovane eta', conosco un posto dove raddrizzano quelle come te.
-Ah...e dove sarebbe?
-E' una chiesa, ho gia' parlato con il sacerdote, 'na brava persona.
-Ma, senti...a me piace essere come sono, perche' vuoi farmi fare una cosa contro la mia natura?
-Contro natura sei tu!
Mi sono alzata a mi sono chiusa in camera. Non avevo voglia di litigare e almeno cosi studio un po'. In fondo, fior di lauree sono figlie del dispiacere.
martedì 10 novembre 2015
Altro che furto del pene
La mia vita e' piena, non ho piu' un minuto libero per me, sono immersa nel turbine della citta'. Vado a lavorare al McDonald solo per quattro ore (e sono pure troppe). Vengo al lavoro e torno in bicicletta e percorro tutta via Padova in mezzo ad uno spettacolo di cinesi, neri, ispanici, indiani, cingalesi, come se attraversassi un suk....e , sapete una cosa? Mi piace vivere in mezzo al mondo in scala ridotta. Nel pomeriggio adesso vado a Yoga. L'insegnante e' una donna strafiga. Bionda, ha piu' di cinquant'anni, ma quanto me la farei! Ha un corpo da trentenne, e' sempre sorridente, serena, rilassata...e mi da' l'idea che non disdegnerebbe, sapete voi che cosa. Risata! La classe e' quasi tutta di donne e qualche ragazzo e io mi sento in paradiso. Per i mussulmani il paradiso e' una masnada di vergini e io , volgendolo al femminile, in questo senso mi sento mussulmana. Anche se queste qui tanto vergini non e' che sembrino. Risata! Ne ho adocchiate un paio che ci starebbero, ma devo approfondire le conoscenze...e andarci con i piedi di piombo. Anche se non troppo, visto che noi donne ci facciamo meno menate sul sesso consessuale.
Ps: ovviamente io sono la piu' grassa della classe , ma sono riuscita a fare posizioni e asana che alcune molto piu' magre non riuscivano a fare. Nadia, l'insegnante, ha detto che io sono molto piu' disposta delle altre a sciogliere i miei chakra. Mah, sara'...
Di sera a filosofia...La professoressa con quegli occhialini ovali e piccoli , minuta, magra, fumatrice (l'ho vista fuori prima della lezione che fumava come una ciminiera, ma con che classe!)...oggi ha parlato del complesso di Elettra: Elettra figlia di Agamennone e Clittennestra , appreso che sua madre fa uccidere il marito dall'amante, si vendica uccidendo sua madre. Una volta avevo letto che questo mito spiega le dinamiche psicologiche alla base dell'omosessualita' femminile. Nel senso che la figlia, gelosa dei rapporti sessuali fra padre e madre, soffre del complesso di castrazione al contrario e tende a conquistare le attenzioni paterne per impossessarsi idealmente del pene e accoppiarsi con la madre. Mai sentite cazzate maggiori. Io naturalmente ho fatto il mio intervento criticando l'uso di questo mito greco in psicanalisi. La professoressa Mongeri, mi ha risposto sorridendo che quella di Freud era solo un'interpretazione e non scientifica. E mi ha sorriso. Una consorella, cavolo! E una consorella intelligente. Al termine della lezione la Mongeri mi ha detto che mi ha trovato molto ricettiva e che se volevo potevo andarla a trovare per elaborare insieme un corso di studi piu' coerente per me. In che senso, ho chiesto. Nel senso che sei brillante, intelligente e che se vuoi mettiamo a punto insieme un corso di studi mirato poi eventualmente a prendere qualche borsa di studio, ha detto. Per che cosa, ho chiesto. Per poi un giorno restare all'Universita', dice. Va bene, magari lo faccio, ma io pero' non ho mai visto diventare docente universitaria una nera grassa e lesbica, le ho detto. Lei per tutta risposta mi ha sorriso. Vieni a trovarmi, mi fa, poi vediamo. Va bene...del resto e' proprio un bel tocco...ma mai come quello che ho io, altro che furto del pene. Risata!
Ps: ovviamente io sono la piu' grassa della classe , ma sono riuscita a fare posizioni e asana che alcune molto piu' magre non riuscivano a fare. Nadia, l'insegnante, ha detto che io sono molto piu' disposta delle altre a sciogliere i miei chakra. Mah, sara'...
Di sera a filosofia...La professoressa con quegli occhialini ovali e piccoli , minuta, magra, fumatrice (l'ho vista fuori prima della lezione che fumava come una ciminiera, ma con che classe!)...oggi ha parlato del complesso di Elettra: Elettra figlia di Agamennone e Clittennestra , appreso che sua madre fa uccidere il marito dall'amante, si vendica uccidendo sua madre. Una volta avevo letto che questo mito spiega le dinamiche psicologiche alla base dell'omosessualita' femminile. Nel senso che la figlia, gelosa dei rapporti sessuali fra padre e madre, soffre del complesso di castrazione al contrario e tende a conquistare le attenzioni paterne per impossessarsi idealmente del pene e accoppiarsi con la madre. Mai sentite cazzate maggiori. Io naturalmente ho fatto il mio intervento criticando l'uso di questo mito greco in psicanalisi. La professoressa Mongeri, mi ha risposto sorridendo che quella di Freud era solo un'interpretazione e non scientifica. E mi ha sorriso. Una consorella, cavolo! E una consorella intelligente. Al termine della lezione la Mongeri mi ha detto che mi ha trovato molto ricettiva e che se volevo potevo andarla a trovare per elaborare insieme un corso di studi piu' coerente per me. In che senso, ho chiesto. Nel senso che sei brillante, intelligente e che se vuoi mettiamo a punto insieme un corso di studi mirato poi eventualmente a prendere qualche borsa di studio, ha detto. Per che cosa, ho chiesto. Per poi un giorno restare all'Universita', dice. Va bene, magari lo faccio, ma io pero' non ho mai visto diventare docente universitaria una nera grassa e lesbica, le ho detto. Lei per tutta risposta mi ha sorriso. Vieni a trovarmi, mi fa, poi vediamo. Va bene...del resto e' proprio un bel tocco...ma mai come quello che ho io, altro che furto del pene. Risata!
venerdì 23 ottobre 2015
Un amore per volta
Sono andata in bici al lavoro. Ma non per dimagrire. Quello mi sa che e' come il fatto che mi piaceranno gli uomini. Non succedera' mai. Anche perche' io grassa mi piaccio. Io gay mi piaccio.
Lavorato le mie sporche poche quattr'ore. Al termine dibattito con Sandra. Sandra e' il mio capo al MacDonald. Passeggiavamo su corso Buenos Aires e lei inveiva contro la proposta di legge per i matrimoni gay. E molto di piu' per la possibilita' di adottare.
-Scusa, ho detto, ma preferisci che quei bambini marciscano negli orfanotrofi?
-No, ma che c'entra-dice lei-e' che un bambino ha bisogno della figura femminile e di quella maschile.
-Beh ma in genere nelle coppie gay c'e' questa dicotomia. Certo non a letto. Ma spesso una sembra piu' maschio dell'altro e viceversa.
-No, no, c'e' qualcosa di sbagliato. Alla fine sara' un bambino infelice e discriminato.
-Gia', perche' i bambini che nascono nelle coppie etero , e ce ne sono sempre di piu', combatteranno meglio le discriminazioni? O le subiranno persino in famiglia?
Sandra resta colpita. Sembra riflettere. Mentre camminiamo sul corso, io con la bici a mano a fianco.
-Ma Dio ha detto che la coppia e' l'uomo e la donna, fa lei.
-Devi averlo sentito in televisione...visto che la gente crede alla televisione...perche' a quello che dicono in Chiesa non ci crede piu'. Fra corna, droga, corruzione, pedofilia, basta che poi la domenica chiedono scusa. Poi dal lunedi tutto come prima. Che bella religione comoda!
-Che c'entra, devi rispettare i credenti!
-Io rispetto nella misura in cui sono rispettata. E poi scusa nessuno impone niente a nessuno, si tratta solo di dare una possibilita' in piu'. Permettere alla mia compagna di venirmi a trovare in ospedale, quando sto morendo, per esempio.
-Ecco, fate sempre le vittime.
-Fate chi? Io sono Betty. Se mi chiedi chi io sia ti rispondero' che sono una donna con la d maiuscola e che mi piace la nutella, andare in bici e sto pensando di iscrivermi a yoga. Perche' non e' vero che per fare yoga bisogna per forza essere magri. E' un'altra di quelle cose come quelle che ci hanno abituato a farci sentire sporche se ci piace una persona del nostro stesso sesso. Hai mai pensato che la Chiesa non abbia interesse a chiudere gli orfanotrofi?
-Ecco, vedi, manchi di rispetto. E comunque ti saluto. E cerca di arrivare in orario, al lavoro. Ciao.
Ecco come va il mondo. Ma non mi importa perche' io ho un diamante dentro che e' il mio cuore che mai mi fara' fare qualcosa di sbagliato. La gente puo' sbagliare. Il cuore puo' sbagliare solo qualche volta. Al massimo ti fa vivere un amore per volta.
-Scusa, ho detto, ma preferisci che quei bambini marciscano negli orfanotrofi?
-No, ma che c'entra-dice lei-e' che un bambino ha bisogno della figura femminile e di quella maschile.
-Beh ma in genere nelle coppie gay c'e' questa dicotomia. Certo non a letto. Ma spesso una sembra piu' maschio dell'altro e viceversa.
-No, no, c'e' qualcosa di sbagliato. Alla fine sara' un bambino infelice e discriminato.
-Gia', perche' i bambini che nascono nelle coppie etero , e ce ne sono sempre di piu', combatteranno meglio le discriminazioni? O le subiranno persino in famiglia?
Sandra resta colpita. Sembra riflettere. Mentre camminiamo sul corso, io con la bici a mano a fianco.
-Ma Dio ha detto che la coppia e' l'uomo e la donna, fa lei.
-Devi averlo sentito in televisione...visto che la gente crede alla televisione...perche' a quello che dicono in Chiesa non ci crede piu'. Fra corna, droga, corruzione, pedofilia, basta che poi la domenica chiedono scusa. Poi dal lunedi tutto come prima. Che bella religione comoda!
-Che c'entra, devi rispettare i credenti!
-Io rispetto nella misura in cui sono rispettata. E poi scusa nessuno impone niente a nessuno, si tratta solo di dare una possibilita' in piu'. Permettere alla mia compagna di venirmi a trovare in ospedale, quando sto morendo, per esempio.
-Ecco, fate sempre le vittime.
-Fate chi? Io sono Betty. Se mi chiedi chi io sia ti rispondero' che sono una donna con la d maiuscola e che mi piace la nutella, andare in bici e sto pensando di iscrivermi a yoga. Perche' non e' vero che per fare yoga bisogna per forza essere magri. E' un'altra di quelle cose come quelle che ci hanno abituato a farci sentire sporche se ci piace una persona del nostro stesso sesso. Hai mai pensato che la Chiesa non abbia interesse a chiudere gli orfanotrofi?
-Ecco, vedi, manchi di rispetto. E comunque ti saluto. E cerca di arrivare in orario, al lavoro. Ciao.
Ecco come va il mondo. Ma non mi importa perche' io ho un diamante dentro che e' il mio cuore che mai mi fara' fare qualcosa di sbagliato. La gente puo' sbagliare. Il cuore puo' sbagliare solo qualche volta. Al massimo ti fa vivere un amore per volta.
sabato 10 ottobre 2015
Mi sono iscritta a filosofia.
Ho deciso di iscrivermi a filosofia. Mia madre e' contraria. Dice che non portera' a niente. Che io sono figlia di poveri e nera, gia'. Figuriamoci con una laurea in filosofia. Una terrorista, ha detto. Una madre non si sceglie, te le devi tenere. Ma sono stanca di parlarle senza farmi capire. E' pesante. E doloroso. Ma cosa posso fare. Io devo vivere la mia vita, nonostante mia madre. Nonostante mia madre che mi ritiene una malata. Sapete, a volte vedo delle coppie di sorelle che si tengono mano nella mano, anche femminili, non necessariamente mascoline e camionare. Le ammiro una cifra. Sono diventate forti, forgiate come metallo grezzo indistruttibile sull'incudine della vita. hanno sopportato pregiudizi della societa', degli amici, delle famiglie, litigato con madri e padri, fratelli, abbandonate dagli amici. Eppure hanno quella cosa che provano, che le tiene unite . E' piu' forte di tutto. Sapete, io filosoficamente sono contraria al matrimonio: una rappresentazione ufficiale della ipocrisia formale. Ma per chi volesse farlo, per le sorelle e i fratelli che lo desiderassero, beh, che dire, e' ben piu' che meritato, molto piu' che per degli eterosessuali. A proposito di eterosessuali, Marguerite Duras diceva che tutti gli uomini sono omosessuali, lo scoprono nel momento in cui avviene quello che lei chiama incidente. Se lo dice lei. Io non ho avuto nessun incidente. Io sono nata con questo bellissimo dono di cui ho smesso di vergognarmi e che anzi mi accompagna nella mia vita che se fosse da figlia di papa' col posto sicuro e il matrimonio d'interessi col bel biondino brianzolo sarebbe da incubo. Mi tengo le mie tensioni, i colpi d'accetta che affilano la mia anima e la rendono d'acciaio. Immortale.
E poi c'e' Grazia che fa la bisessuale. Mi sta bene e non giudico nessuno . Anch'io per certi versi lo sono. Sono stata con un ragazzo una volta. Ed ho perso la mia verginita' con lui. Sapete una cosa? Ora lui e' gay. Siamo ottimi amici. Si chiama Luca. Quello della canzone di Povia al contrario. Risata.
Chissa' se incontrero' mai Skin. Mi piacerebbe. Non vedo neanche quell'insulsa trasmissione a cui partecipa. Io voglio conoscerla di persona. Baciare la sua anima e ascoltare la brezza dei suoi afrori.
Meno male che ho questo diario. E' il mio rifugio. Mi aiuta a leccarmi le ferite senza il gusto vampiresco che vorrei ne derivasse.
Ecco, domani inizio a Filosofia. Seguo il corso di filosofia greca. Si parlera' dell'origine del mondo. Mi aspetto di incontrare un mucchio di ragazze , in facolta' alla statale, in via festa del Perdono. Il nome pero' non mi piace. Della via. Io non devo chiedere perdono a nessuno. Ma non ce l'ho con Dio. Io credo che esista. Ma io sto dalla mia parte e lui dalla sua ed e' meglio se le nostre strade per un po' non si incontrano.
Ecco, appunto, si parlera' dell'origine del mondo, secondo i greci, del kaos. Mi piace questa parola, in fondo e' la miglior forma dell'ordine possibile, non scontenta nessuno, perche' a nessuno puoi dare la colpa della casualita'.
E poi c'e' Grazia che fa la bisessuale. Mi sta bene e non giudico nessuno . Anch'io per certi versi lo sono. Sono stata con un ragazzo una volta. Ed ho perso la mia verginita' con lui. Sapete una cosa? Ora lui e' gay. Siamo ottimi amici. Si chiama Luca. Quello della canzone di Povia al contrario. Risata.
Chissa' se incontrero' mai Skin. Mi piacerebbe. Non vedo neanche quell'insulsa trasmissione a cui partecipa. Io voglio conoscerla di persona. Baciare la sua anima e ascoltare la brezza dei suoi afrori.
Meno male che ho questo diario. E' il mio rifugio. Mi aiuta a leccarmi le ferite senza il gusto vampiresco che vorrei ne derivasse.
Ecco, domani inizio a Filosofia. Seguo il corso di filosofia greca. Si parlera' dell'origine del mondo. Mi aspetto di incontrare un mucchio di ragazze , in facolta' alla statale, in via festa del Perdono. Il nome pero' non mi piace. Della via. Io non devo chiedere perdono a nessuno. Ma non ce l'ho con Dio. Io credo che esista. Ma io sto dalla mia parte e lui dalla sua ed e' meglio se le nostre strade per un po' non si incontrano.
Ecco, appunto, si parlera' dell'origine del mondo, secondo i greci, del kaos. Mi piace questa parola, in fondo e' la miglior forma dell'ordine possibile, non scontenta nessuno, perche' a nessuno puoi dare la colpa della casualita'.
lunedì 21 settembre 2015
Donne che desiderano dire ai mariti che non hanno voglia quando ne hanno loro.
L'autunno sta facendo il suo ingresso, ma l'estate non se ne va. Al Mac di Corso Buenos Aires c'e' il sole che attraversa i vetri e filtra come raggi di pistole di nettuniani e io scodello panini a piu' non posso ...e patatine. Sento il profumo dei sudori lievemente aciduli delle ragazzine che escono presto da scuola o che hanno un buco perche' il prof di religione con una scusa e' andato a farsi i fatti suoi. Io sono molto olfattiva e alcuni profumi mescolati con le lievi sudorazioni delle brevi camminate postscolastiche mi mandano fuori di testa. E pensare a Grazia non mi aiuta. L'istinto prevale sul resto. Magari quando saro' grande sara' diverso. Ma per ora e' cosi e non posso pretendere a 18 anni di fare la sposata. Fra un'ora smonto, e allora mi incontrero' con Grazia e faro' l'amore con lei. E mescolero' mentre lo facciamo un caleidoscopio di immagini e odori e afrori che ho raccolto nella giornata di oggi. Al netto dell'unto di patatine, si capisce.
Piu' tardi incontro Grazia. Ci baciamo per strada e un arabo resta a lungo a guardarci scandalizzato. Ipocrita che non e' altro, lo so bene che loro, gli arabi inzuppano il biscotto con i loro consessuali appena possono perche' e' loro preclusa, a lungo, persino la vista delle donne. Persino da noi, dove non sarebbero obbligati. Finche' non viene l'Isis a conquistarci. Risata. Ora pero' si pone il problema annoso su dove andare a fare l'amore. Possiamo andare a casa mia, mia madre l'altra Grazia e' al lavoro e non tornera' prima delle 17.
E' stato bello fare l'amore con Grazia poi pero' mi stufo dei suoi sensi di colpa. Deve uscire subito e tornare a casetta sua. Io invece so che deve andare a depurarsi dal sozzume del sesso con me per sentirsi una normale ragazza del muretto e del parchetto. E fumarsi le sue canne in santa pace flirtando con ragazzotti insignificanti.
Me ne staro' a casa a leggere un libro. Poi forse usciro' in bicicletta. E' un po' che mi va di andare in bicicletta. Da quando ho visto su internet delle foto di donne afghane con velo che andavano in bicicletta sfidando le proibizioni di famiglie e societa'. Ho visto quegli occhi dietro i veli. E ho sentito il calore dei loro desideri reali. Donne che desiderano altre donne. O soltanto semplicemente di dire no a mariti che hanno voglia quando non ne hanno loro.
Piu' tardi incontro Grazia. Ci baciamo per strada e un arabo resta a lungo a guardarci scandalizzato. Ipocrita che non e' altro, lo so bene che loro, gli arabi inzuppano il biscotto con i loro consessuali appena possono perche' e' loro preclusa, a lungo, persino la vista delle donne. Persino da noi, dove non sarebbero obbligati. Finche' non viene l'Isis a conquistarci. Risata. Ora pero' si pone il problema annoso su dove andare a fare l'amore. Possiamo andare a casa mia, mia madre l'altra Grazia e' al lavoro e non tornera' prima delle 17.
E' stato bello fare l'amore con Grazia poi pero' mi stufo dei suoi sensi di colpa. Deve uscire subito e tornare a casetta sua. Io invece so che deve andare a depurarsi dal sozzume del sesso con me per sentirsi una normale ragazza del muretto e del parchetto. E fumarsi le sue canne in santa pace flirtando con ragazzotti insignificanti.
Me ne staro' a casa a leggere un libro. Poi forse usciro' in bicicletta. E' un po' che mi va di andare in bicicletta. Da quando ho visto su internet delle foto di donne afghane con velo che andavano in bicicletta sfidando le proibizioni di famiglie e societa'. Ho visto quegli occhi dietro i veli. E ho sentito il calore dei loro desideri reali. Donne che desiderano altre donne. O soltanto semplicemente di dire no a mariti che hanno voglia quando non ne hanno loro.
lunedì 7 settembre 2015
Un agosto pieno di Grazie.
Settembre e' arrivato e tutti sono stati in vacanza. Io no. Eccolo , il vittimismo, e' arrivato puntuale come un Frecciarossa. In realta' mi sono goduta Milano. Le ultime due weeks di agosto era veramente vuota. Cioe', ci sono rimaste le persone giuste, quelle che sono in cammino, alla ricerca. Cosi agosto mi ha regalato Grazia. Un agosto pieno di Grazia. Gina e' andata in vacanza con i suoi. Le sue telefonate si sono rarefatte. Sento odor di sindrome di Povia. Gina era gay. Roba del genere. Cioe' io non le sono stata fedele, d'accordo, ma col cuore si. In fondo mi piaceva. Adesso pero' mi piace Grazia. Grazia e' nata a Milano ma i suoi sono pugliesi. E non hanno idea che abbia determinate tendenze. Che poi parliamoci chiaro, ha solo uno sviluppo dei gusti sessuali in piu' direzioni. Abbiamo diciotto anni e abbiamo il diritto di sperimentare. Non ci stiamo mica drogando! Ho cuccato Grazia all'Elephant. Magra, carnagione olivastra, capelli lunghi corvini, naso lievemente aquilino. Lei dice che e' bisex. Io ho preso questa sua dichiarazione con filosofia: saro' gelosa al 50% . Per la parte che dice che le piacciono le ragazze. Il sesso con Grazia e' sensazionale. Ho goduto varie volte nello stesso giorno... a volte per ore. Lei sa toccare, sa guardare, sfiorare e...si, sa anche mangiare.
Ho mandato un curriculum al MacDonald e mi hanno chiamata. Uffa, sempre il MacDonald, mi chiama. E' l'unico posto dove non mi va di lavorare.
L'altra mattina sono andata a fare il colloquio. Me l'ha fatto una bella donna, sui quaranta. Mi sa che e' una sorella. Mi guardava come un gelato nel deserto del Gobi. Informalmente mi ha detto che e' sposata. Ma l'ha detto con un'espressione come per dire, io e mio marito abbiamo seguito le convenzioni sociali, poi pero', ognuno per i fatti propri. Lei si chiama Ginevra. A quel punto ho detto:" la convenzione di Ginevra...l'abbiamo studiata a scuola". Lei ha sorriso. E' allora che l'ho convinta. Mi ha presa subito. Non escludo che mi chiami per uscire, una sera o l'altra. Adesso e' troppo presto, sarebbe poco professionale.
Ed ecco che stamattina a piedi, per corso Buenos Aires, sto andando a lavorare. C'e' il sole, la citta' sta riprendendo i suoi ritmi, sono tutti rientrati dalle vacanze. Io no. Eccolo che ritorna il vittimismo, sempre puntuale come un Frecciarossa. Che volete che vi dica, sono felice, adesso potro' dare una mano a mia madre, non stare piu' sulle spese. Sono gay, mica irresponsabile.
Mia madre si chiama Grazia anche lei. E' stato proprio un agosto pieno di Grazie. Dato che il curriculum l'ho mandato in quel mese e in quel mese ho conosciuto Grazia la pugliese, come la chiamo io.
Tanto lo sapevo che mi chiamava il MacDonald. Non mi piace mangiare li, ma si cucca un casino. Le sorelle lo capiscono come sono. Basta uno sguardo, un cenno d'intesa, gay radar, si chiama. Gli etero non ce l'hanno, si buttano a indovinare. Ma a volte ci prendono. Dalla loro hanno le convenzioni sociali. Poi a volte dopo un po' di tempo gli si attiva il gay radar. Non a tutti si attiva dalla nascita. A volte ti si attiva in seguito. Io ce l'ho sempre avuto. Per questo nella mia vita penso che avro' meno danni collaterali: tipo matrimoni e altro.
Magari un figlio lo vorrei. Ma devo chiedere il permesso a un mucchio di soggetti: Chiesa, Stato, Famiglia, Societa'. No. Troppi sbattimenti.
Ho mandato un curriculum al MacDonald e mi hanno chiamata. Uffa, sempre il MacDonald, mi chiama. E' l'unico posto dove non mi va di lavorare.
L'altra mattina sono andata a fare il colloquio. Me l'ha fatto una bella donna, sui quaranta. Mi sa che e' una sorella. Mi guardava come un gelato nel deserto del Gobi. Informalmente mi ha detto che e' sposata. Ma l'ha detto con un'espressione come per dire, io e mio marito abbiamo seguito le convenzioni sociali, poi pero', ognuno per i fatti propri. Lei si chiama Ginevra. A quel punto ho detto:" la convenzione di Ginevra...l'abbiamo studiata a scuola". Lei ha sorriso. E' allora che l'ho convinta. Mi ha presa subito. Non escludo che mi chiami per uscire, una sera o l'altra. Adesso e' troppo presto, sarebbe poco professionale.
Ed ecco che stamattina a piedi, per corso Buenos Aires, sto andando a lavorare. C'e' il sole, la citta' sta riprendendo i suoi ritmi, sono tutti rientrati dalle vacanze. Io no. Eccolo che ritorna il vittimismo, sempre puntuale come un Frecciarossa. Che volete che vi dica, sono felice, adesso potro' dare una mano a mia madre, non stare piu' sulle spese. Sono gay, mica irresponsabile.
Mia madre si chiama Grazia anche lei. E' stato proprio un agosto pieno di Grazie. Dato che il curriculum l'ho mandato in quel mese e in quel mese ho conosciuto Grazia la pugliese, come la chiamo io.
Tanto lo sapevo che mi chiamava il MacDonald. Non mi piace mangiare li, ma si cucca un casino. Le sorelle lo capiscono come sono. Basta uno sguardo, un cenno d'intesa, gay radar, si chiama. Gli etero non ce l'hanno, si buttano a indovinare. Ma a volte ci prendono. Dalla loro hanno le convenzioni sociali. Poi a volte dopo un po' di tempo gli si attiva il gay radar. Non a tutti si attiva dalla nascita. A volte ti si attiva in seguito. Io ce l'ho sempre avuto. Per questo nella mia vita penso che avro' meno danni collaterali: tipo matrimoni e altro.
Magari un figlio lo vorrei. Ma devo chiedere il permesso a un mucchio di soggetti: Chiesa, Stato, Famiglia, Societa'. No. Troppi sbattimenti.
giovedì 13 agosto 2015
Fedifraga
Gina mi piace abbastanza. Ma io non sono un tipo fedele. Adesso tutti quelli che leggono trarranno conferma circa il luogo comune gay uguale fedifraga. Nossignore. Quanti etero hanno l'amante? Un mucchio e una sporta, diciamo la verita'. Il mio sogno e' uscire con Skin. La cantante nera giamaicana. Non perche' sia una del mondo dello spettacolo...certo canta divinamente, ed e'la testimonianza del fatto che Dio ci ha dato insieme al dono di essere speciali nell'amore, altri mille doni. Incluso il dono del talento ...variamente distribuito. Deve essere che abbiamo nell'elica del dna stampigliata la resistenza ad un'esistenza di insulti e discriminazioni, deve essere che il nostro dna e' selezionato! Dobbiamo ringraziare le religioni, se siamo speciali. Ci hanno reso forti. Siamo come gli ebrei, l' Israele dei sessi.Comunque Skin e' il mio ideale di donna. Secondo me a lei piacciono le curvy come me...e di pelle nera. Anche se io non sono di certo razzista. Non sono razzista perche' so cosa significa avendolo provato sulla mia pelle. E qui Israele ci pecca, con i palestinians . A me piacciono le secche, nervose, scolpite. Mi da' l'idea che sono in grado di tranquillizzarle.
Ho mandato una montagna di curriculum, per il lavoro...ma non risponde nessuno. Ho chiesto in giro ad un paio di amiche lesbiche. Ma niente! Altro che lobby gay, altro che complotto transgenderista. Certa gente ha bisogno del nemico. Per giustificare pedofilia, picchiare le mogli, sfruttare i neri ed altro. Sotto le insegne della Santa Cattolica Romana Chiesa.
Stasera mi vedro' con Gina. Devo spiegarle che non deve attaccarsi troppo a me, che deve cercarsi i suoi spazi. In generale, non solo dentro le mie mutandine di pizzo. Chi ha detto che noi lesbiche non amiamo la femminilita'? Per parlare ed eventualmente giudicare, bisogna conoscere. E voi non sapete un cazzo.
Ho mandato una montagna di curriculum, per il lavoro...ma non risponde nessuno. Ho chiesto in giro ad un paio di amiche lesbiche. Ma niente! Altro che lobby gay, altro che complotto transgenderista. Certa gente ha bisogno del nemico. Per giustificare pedofilia, picchiare le mogli, sfruttare i neri ed altro. Sotto le insegne della Santa Cattolica Romana Chiesa.
Stasera mi vedro' con Gina. Devo spiegarle che non deve attaccarsi troppo a me, che deve cercarsi i suoi spazi. In generale, non solo dentro le mie mutandine di pizzo. Chi ha detto che noi lesbiche non amiamo la femminilita'? Per parlare ed eventualmente giudicare, bisogna conoscere. E voi non sapete un cazzo.
sabato 8 agosto 2015
Gina
Gina l'ho rimorchiata all'Elephant, una di queste sere calde, afose. Una mora , mediterranea, leggera peluria sul dorso delle braccia e tra schiena e natiche, non fastidiosa, anzi. Odore acre, tra arance di Sicilia e limoni di Sorrento. Mi piace perche' quando si emoziona suda lievemente e odora di sesso. Ce ne andiamo in giro mano nella mano, come una qualunque coppietta. Qualcuno guarda in modo strano, ma fra donne non ci si fa molto caso. Specie se si e' cosi giovani. Lei e' un anno piu' grande, siciliana di origine. Cioe', nata a Milano da genitori siciliani. Siamo una bella coppia. Lei ancora un po' se la mena...per questa storia che siamo gay. Si considera bisessuale. Come tutti quelli che non vogliono dichiarare di saltare tutto il fosso a piedi uniti. Oddio, non e' che io non abbia mai visto un uccello. Ma non ci ho trovato nulla di cosi sensazionale. Gli uomini sono tutto li. Non sanno giocare, non sanno toccare, sfiorare, baciare. Per loro si risolve tutto nello zum zum . E buonanotte al secchio. Non hanno poesia . Con Gina ci siamo messe a cercare lavoro. In attesa di decidere se vogliamo andare all'Universita'. Io non ci voglio andare. Virginia Woolf non mi pare sia andata all'Universita' eppure e' stata una delle scrittrici piu' influenti di tutti i tempi. Ecco cosa mi piacerebbe fare:scrivere!
A Gina invece non importa di tutto questo. Lei vorrebbe solo un lavoro, uno qualsiasi. Che le permetta di comprarsi dei vestiti alla moda o di andare al cinema. Lei adora il cinema. Vorrebbe fare l'attrice. Siamo diversissime fra noi, ma quando cominciamo a baciarci e ad accarezzarci l'alchimia degli odori e dei sapori di noi cannibali ridotte alla fase del morso, ci fonde l'una con l'altra. E' una magia. E non condividerla con nessuno e' il nostro lusso.
A Gina invece non importa di tutto questo. Lei vorrebbe solo un lavoro, uno qualsiasi. Che le permetta di comprarsi dei vestiti alla moda o di andare al cinema. Lei adora il cinema. Vorrebbe fare l'attrice. Siamo diversissime fra noi, ma quando cominciamo a baciarci e ad accarezzarci l'alchimia degli odori e dei sapori di noi cannibali ridotte alla fase del morso, ci fonde l'una con l'altra. E' una magia. E non condividerla con nessuno e' il nostro lusso.
mercoledì 5 agosto 2015
Diario di Betty, intro
Mi chiamo Betty, nome di fantasia e sono italiana, nera e gay. O se preferite lesbica. A me non fa schifo definirmi cosi. Magari fara' schifo a voi. Ma io non perdo tempo a farmi schifo, anche perche' io mi piaccio un casino. Sono un tipo in carne o come si dice oggi curvy. Mio padre era un marines afroamericano che ebbe una breve relazione con mia madre, una napoletana . Diciotto anni fa. Perlomeno questo e' quello che mi ha detto mia madre su mio padre. Se ne sono perse le tracce. Poco male, io non ho certo voglia di ritrovarlo, ma scherziamo uno a cui non e' fregato nulla di una figlia? Adesso vivo a Milano in un quartiere residenziale, in via Padova. E' un quartiere talmente residenziale che se ci passasse per caso Eddie Murphy, la pula e la camionetta dell'esercito che ci stazionano permanentemente gli chiederebbero il permesso di soggiorno. Comunque io ci vivo bene, nel mio quartiere. Anche se i problemi non mancano. Mi sono da poco diplomata come ragioniera e sono in attesa di decidere cosa fare della mia vita. Mia madre lavora in un'impresa di pulizie e ha fatto i salti mortali per mantenermi agli studi. Oddio, io ho sempre lavorato part time in posti come MacDonald o altro. Mia madre dice che sono ingrassata al MacDonald. Invece io li non ci mangiavo mai. Nessuno che abbia lavorato in un Mac Donald mangerebbe mai roba del MacDonald. Se non avete capito perche' evitate di fare test che misurino il quoziente intellettivo, potreste raggiungere un punteggio altissimo. E con questa vi ho detto cosa penso del MacDonald e dei test per il qi. Diciamo che in Italia vivo bene, e' il mio paese ed e' meraviglioso sentirsi chiedere come mai una negra parla cosi bene in italiano, a volte meglio di tanti altri italiani. Specialmente "negra"...questa parola viene pronunciata una quantita' di volte infinita, quando si tratta della sottoscritta. Poi una volta mia madre e' entrata all'improvviso nella mia cameretta del nostro bilocale (ha detto che voleva sgranchirsi) e ha visto che stavo ravanando nelle tonsille di una mia compagna di scuola. Non mi ha parlato per tre giorni. Poi il terzo giorno mi ha chiesto se non era il caso che io andassi da un medico e prendessi qualcosa per quella brutta malattia che m'ero presa. Mamma, sono gay, le ho detto, siamo nel 2015, vivo in una metropoli, se esci di casa e cammini per strada, fra gente nera, gialla, bianca, uno su cinque e' gay. Solo che non li hai visti ravanare nelle tonsille di loro consessuali. Lei non ha capito. Continua a considerarmi una malata. Beh, e' mia madre, non ci posso fare nulla...me la devo tenere cosi, anche lei con la sua malattia: l'ignoranza.
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