giovedì 13 agosto 2015

Fedifraga

Gina mi piace abbastanza.  Ma io non sono un tipo fedele. Adesso tutti quelli che leggono trarranno conferma circa il luogo comune gay uguale fedifraga. Nossignore. Quanti etero hanno l'amante? Un mucchio e una sporta, diciamo la verita'. Il mio sogno e' uscire con Skin. La cantante nera giamaicana. Non perche' sia una del mondo dello spettacolo...certo canta divinamente,  ed e'la testimonianza del fatto che Dio ci ha dato insieme al dono di essere speciali nell'amore, altri mille doni. Incluso il dono del talento ...variamente distribuito. Deve essere che abbiamo nell'elica del dna stampigliata la resistenza ad un'esistenza di insulti e discriminazioni, deve essere che il nostro dna e' selezionato! Dobbiamo ringraziare le religioni, se siamo speciali. Ci hanno reso forti. Siamo come gli ebrei, l' Israele dei sessi.Comunque Skin e' il mio ideale di donna. Secondo me a lei piacciono le  curvy come me...e di pelle nera. Anche se io non sono di certo razzista. Non sono razzista perche' so cosa significa avendolo provato sulla mia pelle. E qui Israele ci pecca, con i palestinians . A me piacciono le secche, nervose, scolpite. Mi da' l'idea che sono in grado di  tranquillizzarle.
 
Ho mandato una montagna di curriculum, per il lavoro...ma non risponde nessuno. Ho chiesto in giro ad un paio di amiche lesbiche. Ma niente! Altro che lobby gay, altro che complotto transgenderista. Certa gente ha bisogno del nemico. Per giustificare pedofilia, picchiare le mogli, sfruttare i neri ed altro. Sotto le insegne della Santa Cattolica Romana Chiesa. 

Stasera mi vedro' con Gina. Devo spiegarle che non deve attaccarsi troppo a me, che deve cercarsi i suoi spazi. In generale, non solo dentro le mie mutandine di pizzo. Chi ha detto che noi lesbiche non amiamo la femminilita'? Per parlare ed eventualmente giudicare, bisogna conoscere. E voi non sapete un cazzo.

sabato 8 agosto 2015

Gina

Gina l'ho rimorchiata all'Elephant, una di queste sere calde, afose. Una mora , mediterranea, leggera peluria sul dorso delle braccia e tra schiena e natiche, non fastidiosa, anzi. Odore acre, tra arance di Sicilia e limoni di Sorrento. Mi piace perche' quando si emoziona suda lievemente e odora di sesso. Ce ne andiamo in giro mano nella mano, come una qualunque coppietta. Qualcuno guarda in modo strano, ma fra donne non ci si fa molto caso. Specie se si e' cosi giovani. Lei e' un anno piu' grande, siciliana di origine. Cioe', nata a Milano da genitori siciliani. Siamo una bella coppia. Lei ancora un po' se la mena...per questa storia che siamo gay. Si considera bisessuale. Come tutti quelli che non vogliono dichiarare di saltare tutto il fosso a piedi uniti. Oddio, non e' che io non abbia mai visto un uccello. Ma non ci ho trovato nulla di cosi sensazionale. Gli uomini sono tutto li. Non sanno giocare, non sanno toccare, sfiorare, baciare. Per loro si risolve tutto nello zum zum . E buonanotte al secchio. Non hanno poesia . Con Gina ci siamo messe a cercare lavoro. In attesa di decidere se vogliamo andare all'Universita'. Io non ci voglio andare. Virginia Woolf non mi pare sia andata all'Universita' eppure e' stata una delle scrittrici piu' influenti di tutti i tempi. Ecco cosa mi piacerebbe fare:scrivere!
A Gina invece non importa di tutto questo. Lei vorrebbe solo un lavoro, uno qualsiasi. Che le permetta di comprarsi dei vestiti alla moda o di andare al cinema. Lei adora il cinema. Vorrebbe fare l'attrice. Siamo diversissime fra noi, ma quando cominciamo a baciarci e ad accarezzarci l'alchimia degli odori e dei sapori di noi cannibali ridotte alla fase del morso, ci fonde l'una con l'altra. E' una magia. E non condividerla con nessuno e' il nostro lusso.

mercoledì 5 agosto 2015

Diario di Betty, intro

Mi chiamo Betty, nome di fantasia e sono italiana, nera e gay. O se preferite lesbica. A me non fa schifo definirmi cosi. Magari fara' schifo a voi. Ma io non perdo tempo a farmi schifo, anche perche' io mi piaccio un casino. Sono un tipo in carne o come si dice oggi curvy. Mio padre era un marines afroamericano che ebbe una breve relazione con mia madre, una napoletana . Diciotto anni fa.  Perlomeno questo e' quello che mi ha detto mia madre su mio padre. Se ne sono perse le tracce. Poco male, io non ho certo voglia di ritrovarlo, ma scherziamo uno a cui non e' fregato nulla di una figlia? Adesso vivo a Milano in un quartiere residenziale, in via Padova. E' un quartiere talmente residenziale che se ci passasse per caso Eddie Murphy, la pula e la camionetta dell'esercito che ci stazionano permanentemente gli chiederebbero il permesso di soggiorno. Comunque io ci vivo bene, nel mio quartiere. Anche se i problemi non mancano. Mi sono da poco diplomata come ragioniera e sono in attesa di decidere cosa fare della mia vita. Mia madre lavora in un'impresa di pulizie e ha fatto i salti mortali per mantenermi agli studi. Oddio, io ho sempre lavorato part time in posti come MacDonald o altro. Mia madre dice che sono ingrassata al MacDonald. Invece io li non ci mangiavo mai. Nessuno che abbia lavorato in un Mac Donald mangerebbe mai roba del MacDonald. Se non avete capito perche' evitate di fare test che misurino il quoziente intellettivo, potreste raggiungere un punteggio altissimo. E con questa vi ho detto cosa penso del MacDonald e dei test per il qi. Diciamo che in Italia vivo bene, e' il mio paese ed e' meraviglioso sentirsi chiedere come mai una negra parla cosi bene in italiano, a volte meglio di tanti altri italiani. Specialmente "negra"...questa parola viene pronunciata una quantita' di volte infinita, quando si tratta della sottoscritta. Poi una volta mia madre e' entrata all'improvviso nella mia cameretta del nostro bilocale (ha detto che voleva sgranchirsi) e ha visto che stavo ravanando nelle tonsille di una mia compagna di scuola. Non mi ha parlato per tre giorni. Poi il terzo giorno mi ha chiesto se non era il caso che io andassi da un medico e prendessi qualcosa per quella brutta malattia che m'ero presa. Mamma, sono gay, le ho detto, siamo nel 2015, vivo in una metropoli, se esci di casa e cammini per strada, fra gente nera, gialla, bianca, uno su cinque e' gay. Solo che non li hai visti ravanare nelle tonsille di loro consessuali. Lei non ha capito. Continua a considerarmi una malata. Beh, e' mia madre, non ci posso fare nulla...me la devo tenere cosi, anche lei con la sua malattia: l'ignoranza.